Water’s Memories

WATER’S MEMORIES
Video-Performance, 2015, 2’15”
by Anna Casazza
music by Leonardo Lazzarin

Water’s Memories è un video-performance sul tema della reincarnazione. Racconta la storia del percorso ciclico che ogni anima compie, legato al tema delle memorie dell’acqua. Secondo gli studi degli scienziati Jacques Benveniste e Masaru Emoto, che pongono le basi della moderna omeopatia, l’acqua possiede una memoria e dispone le sue particelle in geometrie diverse secondo gli stimoli ricevuti. Guardandola al microscopio si nota come l’acqua sottoposta a parole di odio genera il caos delle molecole, mentre quella trattata con parole di amore o preghiera crea dei cristalli perfetti. Traendo ispirazione da questi studi nasce la video-performance “Water’s Memories”.
Nella prima parte del video è descritto il mondo dei sensi, con una visione veloce e imperfetta degli elementi macroscopici della terra: la rappresentazione della vita mortale.
Attraverso la morte, passaggio impercettibile metaforicamente reso dall’anatra senza vita, la breve esistenza terrena ha fine, e l’anima, pregando, s’immerge nelle acque del fiume Lete.
Questo fiume, di cui si parla nel mito di Er, nel Decimo libro della Repubblica di Platone, è il fiume dell’oblio, dove le anime si immergono per dimenticare ogni cosa prima di reincarnarsi in una nuova esistenza.
Dunque l’anima si fonde con l’elemento acquatico e prega.
Così, pregando, dona memoria all’acqua, trasformandola e rigenerando se stessa. Nella performance le parole recitate sono quelle del Padre Nostro, preghiera potente e universale. Dall’acqua della memoria l’anima si immerge nel liquido amniotico, per reincarnarsi in un nuovo feto e rinascere in una nuova vita.
Nel montaggio veloce, come fossero ricordi improvvisi che tornano alla nostra mente, vediamo la fotografia al microscopio delle molecole di acqua trasformate, un’illustrazione scientifica di un feto e il simbolo dell’Uroburo a indicare l’eterno ritorno e la ciclicità delle esistenze.
La scelta di non usare vestiti è legata alla dimensione del tempo eterno e alla sacralità del nudo. Ogni corpo è un tempio e coprirlo serve solo a togliere la sua a-temporalità, identificandolo con un’epoca storica o un’altra. L’artista è un tramite, un veggente che usa il suo corpo per interpretare la realtà, ricordando che “omnia munda mundis” (tutto è puro per i puri) e che arte e spiritualità sono imprescindibilmente legate insieme.
La musica è stata composta da Leonardo Lazzarin che ha saputo decifrare le immagini in suoni. Non un classico montaggio delle immagini su una musica, ma un processo inusuale e inverso. La musica è stata composta leggendo i tempi nella lentezza e nella velocità delle immagini, trasformando in linguaggio musicale le memorie dell’acqua.

WATER’S MEMORIES
“Water’s Memories” is a video performance about reincarnation.
It tells the story of the cyclical path that every soul carries, related to Water’s Memories’ theme. According to studies accomplished by scientists Jacques Benveniste and Masaru Emoto, (who laid the foundations of modern homeopathy), water has a memory and it organizes its particles in different geometries according to the incentive received. Looking at these molecules under a microscope, we can see that the water exposed to hate speech creates chaos shapes, while the one treated with love or prayer words forms perfect crystals. “Water’s Memories” was born getting inspiration from these researches.
The first part of the video describes the perceptible world, getting a fast and imperfect vision of ground’s macroscopic elements: the being mortal representation.
Through death, (metaphorically personify by the lifeless duck), the soul ends its mortal condition and it starts praying, diving in the river Lethe, to forget everything before beginning a new life.
Therefore the soul merges with the water praying, giving memory to water and regenerating itself. In the performance the artist says the Lord’s Prayer, the most powerful and universal one. So the soul plunges into the amniotic fluid, to become a new fetus and be reborn into a new life.
In the video, we can see water’s molecules changing into crystals, a scientific illustration of a fetus and the Uroburo’s symbol, indicating the eternal return and the cyclical human nature.
Don’t using clothes is a choice due to the need of removing temporal references, unidentifying the body with a specific historical context. The artist is a channel, a seer who uses his body to interpret the reality, remembering that “Omnia Munda Mundis” (to the pure, all things are pure) and that art and spirituality are inextricably tied together.
The musician Leonardo Lazzarin was able to decipher the images into sounds. Not a traditional montage of frames on music, but an unusual and reverse process: the artist wrote the music only at the end, watching the final video and turning into melody the secret language of water’s memories.

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