Conjuctio

Il titolo del progetto, si ispira alle immagini del “Rosarium Philosophorum”, antico testo alchemico del XII secolo, attribuito a Arnaldo di Villanova.
Carl Gustav Jung ha fatto riferimento a questo scritto nella stesura del libro “La psicologia del transfert”, ed è partito da esso per enunciare nozioni quali inconscio collettivo e archetipi. Egli afferma che “gli archetipi non rappresentano qualcosa di esteriore, di non-psichico, ma l’essenza e la vita di un’anima non individuale, innata si in ogni individuo, ma che non può essere né modificata né fatta propria dalla sua personalità. Quest’anima è nel singolo ciò stesso che essa è in molti, anzi in tutti. Essa rappresenta il presupposto di ogni psiche individuale, al modo stesso in cui il mare è il presupposto e l’alveo delle sue onde.”

A partire dalle immagini di Cindy Sherman, che utilizzava il linguaggio dell’immaginario cinematografico collettivo per elaborare un’identità costruita e immaginaria attraverso i concetti di distanza e sdoppiamento, si sviluppa una ricerca su una visione intima e meditativa della percezione del sè.

Mettersi in gioco in prima persona come artista è necessario per essere strumento e congiunzione tra opera d’arte, idea e pubblico. L’autoritratto diventa il punto di unione, con cui l’identità dell’artista si spezza e si sperimenta ogni volta.
Il viaggio che si è deciso di affrontare, alla ricerca della propria identità, raccoglie immagini e temi che richiamano idee presenti in un ipotetico inconscio collettivo. La lettura non deve essere diretta e immediata, perché l’interiorità è raccontata attraverso simbologie non sempre intuibili e fruibili dal pubblico.

Le fotografie, scattate con Hasselblad Film e Polaroid, e in seguito rielaborate digitalmente, riprendono luoghi e situazioni significative e non, mettendo in scena opere teatrali, sogni, ricordi e realtà.
Le doppie esposizioni raccolgono immagini scattate alle tombe monumentali dei cimiteri di Barcellona e Parigi, maschere veneziane, statue del Louvre, graffiti, e performance eseguite al freddo pungente, in inverno, senza vestiti.

Le identità sperimentate sono Ofelia l’eterna dormiente, Lazzaro il risorto, Cassandra la veggente, Biancaneve e i suoi mostri, Diana dea della caccia e Baudelaire, Calliope la Musa, Maria Maddalena in preghiera.

Questo è sperimentare nuove identità, vivendo nuove esperienze attraverso arte, performance e fotografia, immaginando e descrivendo le proprie percezioni mentali.
Tutto questo perché, come affermava Maxwell Maltz (1889-1975) medico americano e autore di Psyco-Cybernetics (1960), “il sistema nervoso umano non può stabilire la differenza tra un’esperienza fatta e un’esperienza immaginata intensamente e nei minimi particolari.”

In “Conjunctio” il ritratto contemporaneo d’artista cerca di essere quello che necessita di una ricerca concettuale che va ben oltre l’immaginario personale.


The title of this project is inspired by the images of the “Rosarium Philosophorum”, an old alchemical text of the twelfth century, attributed to Arnaldo da Villanova.
Carl Gustav Jung has referred to this paper in the writing of the book “The Psychology of the Transference,” and he starts off from it to develop concepts such as “collective unconscious” and “archetypes”. He states that “the archetypes don’t symbolize something non-psychic or coming from outside, they are the essence and the life of a not individual soul.”

Starting from Cindy Sherman’s images, who used the language of the collective cinematographic imaginary to develop a constructed and imagined identity through the concepts of distance and split, developing a research for an intimate and meditative sense of self.

As artist, it’s necessary getting in the game by firsthand experience, for being the connection between artwork, idea and public. The self-portrait is the meeting point by which the artist’s identity has experience of oneself.
The trip that we decided to deal with, the search for identity, a collection of images that evoke ideas and themes present in a hypothetical collective unconscious. Final images aren’t promptly understandable because artist’s interior world is told through not always intuitive symbols.

These photos were taken by Hasselblad and Polaroid film-cameras and they were digitally edited. They act dreams, memories and reality.
The double exposures collect images taken in Barcelona and Paris’s cemeteries, in Venice’s streets, in Louvre’s museum, and photos by artist’s performances.

The artist experiments with identities of Ophelia in a eternal sleep, the raising Lazarus, the seer Cassandra, Snow White and her monsters, Diana the goddess of the hunt and Baudelaire, Calliope the Muse, Mary Magdalene in prayer.

This is a way to experiment new identities and to living new experiences through art, performance and photography, just imagining and describing new identities’s mental perceptions.
Maxwell Maltz (1889-1975) American physician and author of Psycho-Cybernetics (1960), declares: “Your nervous system cannot tell the difference between an actual experience and one imagined vividly and in detail . “

In “Conjunctio”, the artist’s contemporary portrait tries to be a conceptual research that goes beyond the personal unconscious.

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